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Firewalling telefonico
 
Sintesi
Le aziende sono generalmente dotate di due reti progettate per essere trusted: la rete dati interna e la rete telefonica interna. Inoltre le reti delle aziende sono allacciate generalmente ad almeno due reti pubbliche, per definizione not trusted: Internet e la rete telefonica esterna raggiunta attraverso il fornitore di fonia. Sebbene si stia diffondendo una crescente attenzione per il tema della security, che sino ad un recente passato era in gran parte trascurato, solo in rarissimi casi viene prestata sufficiente attenzione a quanto non strettamente riconducibile alla rete dati. Il risultato è quello di concentrare gli investimenti esclusivamente sulla parte dati, trascurando il fatto che essa non è affatto separata o agevolmente separabile da quella voce e che la prima può essere raggiunta con estrema facilità attraverso la seconda, sfruttando modem e fax che rappresentano punti di interconnessione difficilmente eliminabili tra le due reti.
Il problema è oggi complicato da un altro fattore: la migrazione dalle tradizionali reti PSTN a quelle VoIP, che sfruttano le linee utilizzate per il transito dati. Questo lento processo di transizione, già in atto da qualche anno e favorito dalla crescente disponibilità di connessioni a larga banda a costi accessibili, porterà alla sostituzione quasi completa delle linee tradizionali, che verranno relegate a svolgere compiti di backdoor alle reti dati/VoIP. L’introduzione di un “anello di giunzione” ideale fra la rete dati e fonia genera nuove vulnerabilità e minacce che necessitano di protezioni ad hoc e costringono i Security Manager a rivedere ed integrare le politiche di sicurezza voce/dati. L’unica soluzione praticabile per risolvere il problema ricalca i concetti di sicurezza delle reti IP (firewall, autenticazione forte, VPN e sistemi di intrusion detection) e consiste nell’installazione e manutenzione di sistemi atti al controllo dell’utilizzo della rete telefonica e alla difesa dalle intrusioni dalla rete stessa. Tutte queste applicazioni sono attualmente messe a disposizione da Communication Valley e la loro adozione può risolvere efficacemente le problematiche di sicurezza, nonché apportare notevoli benefici economici in termini di riduzione di costi, due fattori che globalmente lasciano pochi dubbi sull’utilità e la convenienza di questo tipo di investimento.







Dettaglio
Introduzione
Minacce provenienti dalla rete telefonica
Modem non autorizzati
Modem autorizzati ma non sicuri
Attacchi al sistema voce
Minacce provenienti dalla rete VoIP
Nuove soluzioni tecnologiche
Telecom firewalling
Scanning integrato
Autenticazione forte
Voice Encryption
Voice intrusion detection
Ritorno sull’investimento


Introduzione
Il traffico da e per la rete dati può transitare attraverso un numero elevato e variabile di punti privi delle tecnologie di protezione, le quali operano solamente in quelli noti e presidiati tramite firewall, sistemi di autenticazione, soluzioni di content filtering, ecc.. Recentemente, proprio la diffusione di tecnologie URL filtering ha accresciuto drammaticamente il problema: i singoli utenti, per evitarne le conseguenze in termini di restrizioni all’uso, hanno cominciato a collegarsi ad Internet dalla propria postazione di lavoro utilizzando un modem, la rete telefonica aziendale e un account presso un qualunque Internet Service Provider. Oltre ad accrescere le possibilità di intrusione dall’esterno, questo tipo di attività accresce anche le possibilità di diffusione all’interno della rete di virus e malicious code in generale. In aggiunta, l’integrazione voce/dati tramite VoIP oltre a presentare gli stessi problemi di una rete PSTN sopra descritti, rende vulnerabili le reti fonia ad attacchi dati esterni, del tutto simili a quelli portati contro le reti dati tradizionali.
I modem non sono una tecnologia recente e da sempre comportano problemi di sicurezza: l’approccio tradizionale a tali problemi si basa essenzialmente sul rilascio di policy che ne vietano l’utilizzo non autorizzato. Come spesso accade quando le regole non vengono accompagnate da adeguati mezzi in termini di enforcement, la loro efficacia risulta estremamente limitata. L’unica possibilità per verificare eventuali violazioni alle regole era costituita, sino ad un recente passato, dagli strumenti per effettuare lo scan automatizzato di tutte le linee telefoniche interne, alla ricerca di una portante che segnalasse la presenza di questo tipo di apparati. L’assessment periodico fornisce tuttavia solo una fotografia della situazione al momento dell’esecuzione del test, finendo per costituire un meccanismo di enforcement costoso e di utilità estremamente limitata.
Nel caso di reti fonia basate su IP (IP Telephony), affidarsi al tradizionale firewall utilizzato per il traffico dati non è sufficiente, poiché sono apparati ideati senza tenere conto delle necessità real-time peculiari delle applicazioni VoIP. La mancanza di meccanismi di QoS può introdurre ritardi ed aumenti di jitter significativi ed inaccettabili per questi tipi di applicazioni, fenomeno che tanto più si accentua quanto più il firewall è sovraccarico.

Minacce provenienti dalla rete telefonica
I problemi di sicurezza legati alla rete telefonica aziendale sono di diverso tipo:
  • un utente interno può collegare un modem al proprio PC ed attivarne la risposta automatica, realizzando un punto d’accesso non autorizzato che può essere sfruttato dall’utente stesso o da un attaccante;
  • un utente interno può accedere via modem a reti esterne all’azienda evitando in questo modo le tecnologie di protezione e controllo previsti nei punti di accesso noti;
  • i punti d’accesso autorizzati dall’azienda, come modem per la tele-gestione, fax ufficiali e RAS possono essere soggetti ad attacco e ad abuso da parte di malintenzionati;
  • i centralini aziendali possono essere attaccati dall’esterno e condurre ad abusi e frodi;
  • gli utenti della rete telefonica aziendale possono fare un uso scorretto e contrario alle policy delle linee telefoniche messe a loro disposizione;
  • le comunicazioni basate sulla rete telefonica pubblica sono facilmente intercettabili (voce, modem, fax).
Come si vede ci sono molti aspetti dell’utilizzo della rete telefonica che rendono vulnerabile l’azienda, assoggettandola a possibili attacchi ed abusi, effettuati sia dall’interno che dall’esterno. Buona parte di questi problemi sono legati alla difficoltà del controllo dell’utilizzo di modem, autorizzati o meno.

Modem non autorizzati
  • Traffico dati non autorizzato. Gli utenti possono installare un modem sulla propria postazione di lavoro e renderla raggiungibile dall’esterno attraverso un software per l’accesso remoto. Benché queste installazioni spesso vengano eseguite in buona fede (per lavorare da remoto in maniera più semplice) piuttosto che con l’intento di nuocere all’azienda, esse finiscono per compromettere la sicurezza. Queste involontarie “back door” sono spesso mal configurate, a causa dell’inesperienza dell’utente e della sua scarsa sensibilità alle problematiche di sicurezza. Un attaccante può scoprirle (ad esempio tramite war dialing) ed utilizzarle per i suoi scopi.
  • Traffico Internet non autorizzato. Gli impiegati che usano modem non autorizzati per accedere ad Internet costituiscono un grave pericolo per la sicurezza della rete aziendale. Molti utilizzano Internet per motivi che non hanno niente a che fare con il lavoro: divertimento, shopping, aste, chat, accesso a informazioni censurabili, ecc.. Le aziende hanno la possibilità tecnologica di bloccare l’accesso a questi siti e a questi contenuti solo se il traffico attraversa i collegamenti ad Internet forniti dall’azienda stessa. Molti utenti dispongono invece account Internet personali che utilizzano per accedere ad Internet anche dal posto di lavoro. Sebbene queste connessioni non autorizzate possano essere lente se paragonate a quelle generalmente disponibili via LAN, hanno il vantaggio di superare ogni forma di controllo e/o divieto, sfuggendo ai controlli, alle policy e alla messa in sicurezza garantita dal firewall. Quando un utente accede ad Internet attraverso un ISP esterno, egli di fatto crea una connessione che può intenzionalmente o inavvertitamente permettere di: dare la possibilità ad un attaccante di sfruttare la connessione aperta, all’insaputa dell’utente stesso; trasferire proprietà o dati riservati dell’azienda; scaricare tramite posta elettronica virus, worm o altro codice pericoloso per l’intera rete; accedere a materiale censurabile e scaricarlo sulla rete aziendale; occupare a lungo un canale voce; spendere tempo produttivo utilizzando Internet per attività non lavorative. Inoltre questi modem non possono essere individuati dall’azienda tramite l’utilizzo di un war dialer, perché sono normalmente configurati in modo tale da non rispondere alle chiamate in ingresso.
Modem autorizzati ma non sicuri
Le reti aziendali hanno un certo numero di modem autorizzati che vengono comunemente utilizzati per fornire accesso remoto ai manutentori, siano essi tecnici interni o fornitori di un servizio.
Quando è presente, la figura del security manager si oppone strenuamente all’utilizzo dei modem con queste finalità poiché, per motivi tecnologici, assai di rado essi possono essere messi in sicurezza in maniera soddisfacente. Tuttavia, in assenza di policy rigorose e adeguati meccanismi di enforcement, la facilità e comodità della soluzione conduce a situazioni in cui il confine tra modem autorizzati e non autorizzati diviene decisamente poco chiaro. I modem autorizzati, ma non sufficientemente sicuri, rappresentano un problema non solo per la loro quantità, ma anche per la criticità dei sistemi che li utilizzano, cosicché ogni accesso non autorizzato può provocare seri danni a tutti i sistemi ad esso collegati.

Attacchi al sistema voce
Questo non è un problema nuovo: si tratta di fenomeni spesso del tutto ignoti, che possono arrivare ad incidere significativamente sui budget aziendali. Attraverso la compromissione del centralino è possibile:
  • effettuare chiamate a lunga distanza dall’esterno;
  • accedere alle caselle di messaggeria vocale con la possibilità di ascolto e contraffazione dei messaggi;
  • effettuare chiamate non autorizzate di tipo internazionale o verso servizi a pagamento.

Minacce provenienti dalla rete VoIP
Rendere sicure le reti VoIP è un processo complesso e arduo, poiché comprende l’interazione di più componenti, molte delle quali software, rispetto ad una rete PSTN tradizionale. Le applicazioni basate su VoIP, come IP Telephony, si basano sull’uso di numerosi protocolli di comunicazione – H.323, SIP, MGCP, H.248 senza considerare quelli proprietari dei singoli vendor – spesso affetti da vulnerabilità dovute a frettolosa implementazione e/o continue correzioni e modifche agli stessi. Di frequente queste vulnerabilità sono di tipo “trasversale”, dovute a difettose pratiche implementative comuni a più vendor oppure perché molti prodotti adottano librerie VoIP acquistate da terze parti. Inoltre le applicazioni VoIP come gli IP PBX si reggono su strumenti e funzionalità di diffusi sistemi operativi, come Windows e Linux, e come tali possono risentire delle vulnerabilità che possono affliggere tali sistemi. Un altro fattore da considerare è la natura real-time dell’applicazione in sé, che rende inaccettabili tempi di risposta superiori ai 300 msec pena l’interattività peculiare della conversazione telefonica. I tipi di attacco che si possono perpetrare ai danni delle reti VoIP sono numerosi e del tutto simili a quelli attuabili sulle reti puramente dati. Alcuni di questi attacchi sono già stati sperimentati sulla maggior parte delle implementazioni dei vari vendor e sono riportati di seguito.
  • Denial-of-service: attuabile su diverse componenti: sui sistemi SIP, sulla segnalazione (flooding di richieste call setup, ad esempio), sulla sessione attiva (flooding di pacchetti ad alta priorità) o sulle applicazioni client (i cosiddetti IP Phones o Soft Phones)
  • Intercettazione: poiché spesso le conversazioni non sono né criptate né autenticate, diventa più semplice, tramite un attacco Man-In-The-Middle, registrare e convertire le conversazioni. A seguito di intercettazioni, è possibile anche alterare il contenuto del messaggio, dando luogo a possibili frodi dovute a falsi addebiti di chiamata o alterazione di tariffe, oppure terminare o ridirezionare le chiamate
  • Data tunneling: altre applicazioni, così come avviene già per SOAP e HTTP, potranno veicolare dati qualsiasi spacciandosi per applicazioni VoIP
  • Registration hijacking: questo tipo di attacco al protocollo SIP causa la ridirezione delle chiamate ad un utente definito verso l’attaccante
  • Accesso non autorizzato a piattaforme web di gestione dei sistemi IP PBX
Non è infrequente l’adozione di tecnologie ibride – VoIP all’interno e PSTN verso la rete pubblica – tramite la conversione di segnale effettuata per mezzo di voice gateways. In tale caso, anche le tipologie di attacco sono ibride.


Nuove soluzioni tecnologiche
La soluzione consiste nell’utilizzo di tecnologie che mettano a disposizione adeguati meccanismi di enforcement delle policy che riguardano le risorse telefoniche aziendali, attraverso l’impiego degli stessi concetti di sicurezza applicati in ambito IP: firewalling, intrusion detection, autenticazione (anche forte), encryption, ecc.

Telecom firewalling
Le funzionalità di firewalling consentono di applicare delle limitazioni al traffico tramite policy costituite da regole; le regole possono essere specificate in base a:
  • direzione della chiamata (entrante o uscente);
  • tipo della chiamata (voce, modem o fax);
  • numeri sorgente e destinazione;
  • durata e orario della chiamata.
Le caratteristiche delle singole chiamate vengono confrontate con le regole impostate: al verificarsi di una corrispondenza, si possono intraprendere azioni primarie (permetti o nega) e/o secondarie (e-mail di notifica, allarme in tempo reale, logging); una regola di default sarà inoltre applicata a alle chiamate per le quali non è stata trovata corrispondenza con le regole precedenti. Una semplice policy di esempio potrebbe contenere le quattro regole seguenti:
  • permettere chiamate modem entranti ad un gruppo di numeri telefonici per il RAS e registrare tutte le caratteristiche di ciascuna chiamata;
  • permettere chiamate modem entranti da determinati numeri, in un determinato periodo e per una durata fissa, ad una lista di modem autorizzati usati per accesso remoto (come quelli interni al centralino telefonico);
  • permettere chiamate modem uscenti, da numeri noti, in un determinato periodo e per una durata fissa, ad una lista di numeri.;
  • terminare ogni chiamata modem non esplicitamente autorizzata dalle regole precedenti.
Questa policy è semplice da gestire. Anche se un utente aggiunge un modem non autorizzato, il firewall bloccherà ogni tentativo di chiamata finché l’utente non completa la procedura di richiesta del modem per l’aggiunta alla lista dei modem ufficialmente autorizzati. Nonostante la policy d’esempio si concentri sui modem, la capacità nel determinare il tipo di chiamata (locale, a lunga distanza, cellulari, ecc.) permette lo sviluppo di regole di applicazione più generale, incluse quelle per il controllo delle chiamate voce o fax. Per quanto concerne il traffico VoIP non ci sono differenze dal punto di vista di applicazione delle policies, con regole identiche in forma e significato, sebbene sia diverso l’hardware che si interfaccia verso le due tecnologie. Stante la maggiore complessità di VoIP, le regole costruite con i soli parametri di cui sopra non sono sufficienti a individuare gli attacchi perpetrabili ad applicazioni VoIP; a questo scopo è stato introdotto un ulteriore parametro di composizione delle regole, che abilita al riconoscimento di una serie di anomalie dei protocolli VoIP che potrebbero essere sintomo di attacco. Esempi di questi anomalie sono:
  • codec sconosciuto - può indicare un apparecchio VoIP non autorizzato o non VoIP collegato alla rete
  • anomalie sul protocollo di segnalazione - potrebbe essere sintomo di pacchetti malformati atti a sfruttare possibili vulnerabilità di protocollo o applicazione VoIP
  • media rate eccessivo - significa che una quantità di traffico VoIP superiore alla norma sta attraversando l’apparato, indicatore di un probabile tentativo di Denial-of-Service
E’ importante sottolineare che le regole, anche se di diversa natura (applicabili solo a linee VoIP, solo a linee PSTN o ad entrambe le tecnologie) vengono gestite tramite una policy unica, di più facile gestione e lettura.

Scanning integrato
L’utilizzo del firewall elimina la necessità di eseguire un assessment per cercare i modem. Tuttavia è utile effettuare periodicamente uno scan di vulnerabilità sui modem autorizzati.
Se l’attività di assessment riscontra una vulnerabilità su uno di questi modem ciò implica – per esempio – che il modem ha una password debole, e il telecom firewall può immediatamente negare tutti gli accessi a quel modem.

Autenticazione forte
In talune situazioni può risultare necessario prevedere la possibilità di superare le regole generali definite sul firewall: si pensi a chiamate in situazioni d’emergenza o da una locazione non specificata. In questo caso, il firewall può richiedere un’autenticazione supplementare prima di consentire l’accesso alla linea. Per esempio, prima di permettere una connessione modem, il firewall può richiedere all’utente di introdurre un PIN (Personal Identification Number) aggiuntivo. Un ulteriore livello di sicurezza può essere implementato utilizzando uno schema di autenticazione di tipo forte, che preveda l’utilizzo di un token per generare una password OTP (One Time Password) da inserire insieme al PIN.

Voice Encryption
Uno dei punti di maggior debolezza delle reti telefoniche pubbliche è costituito dall’intercettazione e dalla registrazione delle chiamate. Finora la soluzione a questo problema consisteva nell’utilizzo di dispositivi di cifratura punto-punto chiamati Secure Telephone Units (STU) e Secure Telephone Equipment (STE). Gli STU e STE sono efficaci, ma ogni persona che deve effettuare una chiamata riservata deve avere accesso a uno di questi dispositivi. Esistono inoltre versioni commerciali di questi telefoni per la cifratura delle comunicazioni aziendali, che garantiscono comunicazione sicure su chiamate internazionali, fax e videoconferenze. Queste soluzioni sono tuttavia molto costose e richiedono che ciascun partecipante alle comunicazioni disponga di apparati con queste funzionalità.
Analogamente a quanto si verifica per le VPN di tipo gateway-to-gateway su reti IP, è invece estremamente comodo affidare ad un dispositivo perimetrale il compito di assicurare la confidenzialità della comunicazione attraverso opportuni algoritmi di encryption. La soluzione proposta non è un cifratore “all’ingrosso”, che cripta in maniera indiscriminata tutto il traffico sulla linea ma una soluzione cifra le chiamate singolarmente, classificandole in base al tipo di chiamata e alle policy predefinite. La selettività della cifratura è un requisito essenziale, dato che il dispositivo non deve cifrare le chiamate verso destinazioni che non dispongono di strumenti di voice encryption. L’encryption è completamente trasparente all’utente; non obbliga all’utilizzo di apparecchi specifici, non ha impatto evidente sulla qualità della voce e non richiede interazione da parte dell’utente per la codifica della chiamata.

Voice intrusion detection
Un voice intrusion detection system (IDS) monitorizza possibili chiamate sospette, come war dialing, frodi telefoniche e password-guessing.
I tentativi di war dialing sono visibili quando un attaccante effettua chiamate brevi a molti numeri della stessa azienda alla ricerca di modem; tentativi di frode telefonica si riconoscono da utilizzi anomali o non autorizzati di servizi per chiamate a lunga distanza, spesso da/per nuove sorgenti e/o destinazioni; strategie di tipo password-guessing si manifestano quando un attaccante tenta di accedere un modem autorizzato, ma il sistema termina la connessione dopo un breve periodo nel quale vengono provate diverse password. Il voice IDS monitorizza tutte le sessioni modem, al contrario del voice firewall che blocca chiamate a modem non autorizzati ma deve permettere le sessioni dei modem autorizzati; il voice IDS registra i dati caratteristici di tutte le chiamate, rendendo possibili le analisi a posteriori. In altri casi il sistema di intrusion detection agisce in tempo reale, controllando l’uso di comandi illegali ed eventuali aumenti anomali dei privilegi dell’utente, nonché inoltrando il traffico IP delle sessioni modem all’IDS sulla rete dati. Infine, il voice IDS controlla le chiamate vocali e segnala l’utilizzo di DTMF abusivi, come toni o sequenze di toni simili a password note, e avverte gli amministratori di sistema quando un attaccante tenta di accedere ad un sistema vocale cruciale.

Ritorno sull’investimento
Ultimo ma non meno importante beneficio conseguibile tramite questa tecnologia è quello economico: controllando il traffico voce, dentro e fuori dall’azienda, si rendono disponibili dati utili ad amministrare ed ottimizzare l’utilizzo delle linee, controllare i costi addebitati dal fornitore di fonia, ridurre le spese per comunicazioni non connesse all’attività lavorativa.
Questi aspetti provano come la tecnologia proposta possa fornire un tangibile e significativo ritorno sull’investimento (ROI), in aggiunta al rafforzamento della sicurezza stessa.
 
 
 
  Communication Valley
Business Unit di Security Reply S.r.l.
con socio unico
  Sede operativa: Via Budellungo, 2
43123 Parma - Italia
Tel. +39 0521 4980
Fax +39 0521 498080
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Tel. +39 011 7711594
Fax +39 011 7495416 
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Reg. Imp. e Cod. Fisc. 08472690018
P. Iva 08472690018 

Direzione e Coordinamento
ex. art. 2497 c.c. Reply S.p.A.